Che combiniamo a Ocnele Mari

Nonostante la nostra pigrizia ad aggiornare il blog, le attività proseguono. Oggi vi raccontiamo cosa stiamo combinando in questi mesi alla scuola di Ocnele Mari:

Si comincia ogni settimana il martedì con il laboratorio teatro quando due gruppi di bambini di diverse età si incontrano con noi volontari per esplorare le loro capacità espressive. Durante il laboratorio per mezzo di esercizi mascherati da giochi si scoprono le possibilità del proprio corpo, della propria voce, dei propri movimenti, e naturalmente si costruiscono piccole scene recitate. Teatru1Ma non si tratta certo di un corso per diventare attori: oltre a comprendere meglio le proprie capacità espressive attraverso le improvvisazioni teatrali i bambini devono provare a mettersi d’accordo, a dare il proprio tempo a ognuno e ad ascoltarsi, cosa che risulta tra le più difficili. Il vero grosso problema all’inizio è stato “smollarsi” e far viaggiare la fantasia, sentirsi liberi di esplorare idee che non si possono esprimere in classe a casa, ma piano piano, con grossi incoraggiamenti da parte nostra, la valvola dell’immaginazione ha cominciato ad aprirsi. Anch’io sono migliorato rispetto alle prime lezioni e se prima ero più bacchettone sulla mia idea di un laboratorio di teatro, nei mesi ho imparato cosa si aspettavano loro da quest’ora e come rendere più divertenti e a portata le attività che propongo, quindi a fine anno credo che sarò io a dire grazie a loro.IMG_20150506_170710 Ogni mercoledì, terminate le lezioni, un grande gruppo di “piccoli” (dai 6 ai 9 anni) ed un piccolo gruppo di “grandi” (dai 9 agli 11) salgono fino all’ultimo piano della scuola nel salone delle festività per l’attività “In toata lumea” (in tutto il mondo). Lì, facciamo diverse attività con il filo conduttore dell’interculturalità e della diversità. Pur utilizzando livelli di contenuto e tecniche diverse tra i due gruppi, principalmente i bambini esplorano i vari argomenti attraverso gioco, musica, video, disegno, storie e scenette. Dall’espressione di sè e dei propri interessi alla cooperazione con gli altri, dagli stereotipi di genere alla disabilità, dalla loro percezione della Romania alla scoperta di altri contesti, dall’esplorazione delle apparenze a quella dei meccanismi di esclusione e di inclusione, i temi toccati finora sono stati molti, ma sempre in modo giocoso e non frontale. Per i bambini, quell’ora insieme credo che debba essere sì un momento per imparare qualcosa di nuovo, ma soprattutto per giocare insieme, produrre qualcosa, esprimersi ed essere ascoltati. Anche per me però è un momento per mettermi alla prova, pensare a piccoli passi, riadattarmi di continuo e soprattutto conoscere di volta in volta sempre di più questo gruppetto di bambine e bambini, ognuno con la propria passione e il proprio stile. Il giovedì, invece, le attività proposte riguardano la Lingua dei segni. Come per il mercoledì si alternano due gruppi: prima i piu piccoli e poi i piu grandi. L’intento di questi incontri è passare ai bambini la consapevolezza che la disabilità e’ da intendere come una capacità differente, nel caso della sordita una modalità differente di comunicazione e non una discapacità. Attraverso la proiezione di filmati come “Circul fluturilor” (Il circo della farfalla) o spot pubblicitari che trattano l’argomento sordita’ e disabilita, si ‘prova ad intavolare discussioni con i bambini su come la pensano a riguardo e come la lingua dei segni possa avere una sua utilità. Ulteriori attività utilizzate sono: canzoni e racconti in Romeno, imparate in lingua dei segni; giochi sull’uso del segno-nome (si tratta di un segno che sostituisce il proprio nome, in base ad una caratteristica fisica una passione, che nel mondo sordo va a sostituire il nome segnato lettera per lettera per questioni di rapidità nella comunicazione); giochi sulle espressioni facciali e conseguente discussione sulla comunicazione non verbale che sempre va a completare se non arricchire quella verbale; giochi sulla coordinazione occhio-mano. La cosa piu sorprendente durante le attivita e’ come i bambini giungano quasi a conclusioni “adulte” su una tematica come quella della disabilita’, riportino esempi e facciano domande perche incuriositi. Per non parlare di quanto siano bravi con i segni e di come ricordino per filo e per segno quello che vedono.

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