Apprendimento non formale, orso e Palinca

La scorsa settimana non abbiamo visto i progetti.
E non perchè abbiamo bigiato, marinato o fatto sega ma per l’on-arrival training: una formazione di cinque giorni che ogni mese l’agenzia nazionale del paese ospitante organizza e a cui possono possono iscriversi tutti i volontari appena arrivati.
Quindi domenica mattina abbiamo affrontato un viaggio in autobus di otto ore per arrivare all’hotel Eden di Predeal (una specie di Cortina d’Ampezzo romena) dove altri 70 volontari da tutta la Romania erano confluiti per l’on-arrival training.

Cecadno Predeal su google immagini

Cercando Predeal su google immagini

Eravamo circa 16 nazionalità diverse -fra cui alcune extra-europee- riunite nello stesso edificio che comunicavano con le rispettive inflessioni, costruendo involontariamente calembour e nuove regole grammaticali.
Quindi per una settimana non abbiamo fatto nè teatro nè lis ma tanto inglese e -sorpresa- anche tanti giochi.
I formatori usavano infatti “metodi di apprendimento non-formali”, una frase che sembra essere il mantra di presentazione di ogni progetto evs in Romania.

I volontari di ogni progetto sono stati divisi in diversi gruppi che poi hanno affrontato in maniera diversa gli stessi temi: funzionamento generale di un progetto evs, conoscenza basilare della Romania e tutto ciò che riguarda il volontario:burocrazia, problematiche, obiettivi nel progetto e obiettivi dopo il progetto.
È stato un ottimo momento di confronto tra progetti e volontari diversi per capire i limiti e i pregi del proprio evs, e per ragionare sulle possibilità che ci aprono questi undici mesi all’estero.
Inoltre ora abbiamo le idee più chiare e un numero maggiore di strumenti per migliorare il progetto della nostra organizzazione anche in vista degli evs futuri.Magari aiuta anche voi Per concludere è stata anche l’occasione per conoscere tante persone dai percorsi più disparati e disperati, ci sarebbero da aprire tante parentesi ma non voglio dilungarmi inutilmente.

Un altro degli obiettivi della settimana è stato far conoscere volontari diversi tra loro e favorire lo scambio di idee (e di posti divano, così tutti potranno viaggiare per la Romania senza svenarsi).

La migliore maniera per farlo è: festeggiare e cazzeggiare come si fa tra amici, un metodo di comunicazione che travalica il linguaggio verbale ed è utilizzabile anche da chi parla poco o niente inglese.

Abbiamo conosciuto tante persone interessantissime a Predeal, formatori compresi, e finiti i cinque giorni è stato brutto doverli salutare e riprendere il proprio percorso senza di loro. Ora però abbiamo nuove persone a cui chiedere aiuto, con cui chiacchierare o con cui passare un week-end.

Dopo questa settimana consiglio a tutti: se ne avete la possibilità, fate un evs e partecipate all’on-arrival training, vi aiuterà a chiarire le idee su tante cose.

A tutti gli amici conosciuti o sconosciuti a Predeal: Drum Bun!
E non eravamo nemmeno tuttiKeep reading for the English version! Continua a leggere

Impressioni pre-partenza

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Angela

Ciao, sono Angela e non invio candidature Sve da circa 3 mesi! 🙂 Anzi, vi dirò di più, il giorno della partenza è arrivato ed io mi sento su una giostra! La giostra, però, di un luna park che sta per riaprire i battenti. Preferisco non partire con grandi aspettative perchè così, ogni qualvolta ci sarà da gioire, la soddisfazione sarà doppia anzi tripla! (saremo in 3) Inutile quindi farsi venire patemi d’animo. Ora come ora vorrei solo essere già lì!


Alice

Più di un mese per prepararmi alla partenza… e finalmente eccomi qui, a poche ore dal volo. Documenti pronti, biglietto aereo stampato, formazione pre-partenza con BiR fatta, bagagli.. beh, ci siamo quasi!

Ora, se penso agli 11 mesi davanti a me, mi sembra quasi una scelta naturale quella di prendere e partire per immergermi in una realtà nuova. Aspettative? Ci sono, impossibile negarle, ma si manifestano più come un nucleo poco indefinito di impazienza e curiosità. Non vedo l’ora infatti di essere lì, avere il primo impatto con la Romania, la città, la casa, le Case del Sorriso. E soprattutto non vedo l’ora di incontrare il loro sguardo – dei bambini, dei volontari, degli educatori, persino dei passanti. Non vedo l’ora di “sentirmi studiata” e di “studiarli” a mia volta piano piano, per conoscersi via via sempre di più nel corso di questi mesi.

…Meglio andare a finire la valigia, va! Si parte.


Giordano

L’anno scorso l’ho passato a sognare sve e quando mi ero abituato all’idea di restare in Italia è arrivata l’opportunità di partire.
Gli ultimi sei mesi li ho passati sentendomi pronto ad abbandonare tutto in qualsiasi momento e quando c’è stata l’occasione mi ha preso la paura.
L’ultimo mese l’ho passato a pensare chi fossero le mie partner per poi scoprirle diverse, l’ho passato a studiare una missione per come l’avevo capita e studiandola ho capito che era qualcosaltro.

Dell’anno che viene avrò tanto da pensare ma forse è meglio immergercisi subito e viverlo com’è.

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