Sunset in Milano

My first week of EVS in Milano

My first week of EVS in Milano

“How should I start?” is the first thought that comes to everyone’s mind when trying to express a cocktail of feelings, ideas and impressions. I guess this is why people say that the beginnings are always harder; and, honestly, I believed so, until my EVS experience with BIR and CN in Milano proved me that there can be beautifully easy beginnings!

Duomo di MilanoI arrived in Milano one week ago and I feel that “sono diventata una milanese”, as Liliana just told me this morning :). I know that this wouldn’t have been possible without the friendly approach and help of every single person I met here (from the maintanance man to the coordinator and the director of the association)! I acknoledge the fact that every experience is different and unique, but I am excited to share my first realities in the Città della Madonnina with everyone interested in having an idea about how it is to do an EVS in this city.

Once here, I’ve been welcomed by Bea, a friendly, talkative Romanian EVS volunteer (that helped a lot with my quick integration) and been guided to my NEW flat, where I was pleasently surprised to find a fully equipped appartment, completly new!! “How lovely, I am the first person going to live in this place!” I exclaimed and I just couldn’t wait for Monday morning to get to know what my activities will be and to meet the rest of the people!

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Monday arrived and so did my first impression on the community in which I will spend the following 7 months; impression that raises also a question: “Is it in the Italian culture or just the people in this association that take everything “con calma”?! I need to admit that, until now, I thought that Italians are those kind of humans that will rise 3 fingers and say: “ma che…” 🙂 So, con calma, I started to learn and get introduced to the groups of the association, meeting new people every couple minutes.

Morning bike rideNext day started with a morning bike ride, when my tutor, Sophia, took me to the Agenzia per le entrate, where I realized that the Italian bureaucracy is similar to the one in Romania (so no surprises here), I observed many people beeing turned around, but I was lucky that Serena, the coordinator, had prepared all my necessary documents, so we solved our matter in no time and returned to the office for a tasty lunch.

The following days were, again, a sweet cocktail of work and fun! I took part in my first activity for promoting EVS and Erasmus+ programs in a high-school of unique architecture; I rekon was constructed during the fascist period. I was surprised by the high interest that Italian teenagers developed in doing volunteering in another country or participating in Erasmus+ programs. Ten years ago, when I was in high-school, I barely heard of Erasmus activities. This means that the above mentioned projects grew significantly in the last 10 years, which is, of course, of great benefit for all the parties involved in this type of work.Liceo Virgilio

The end of the week was quite full and entertaining, I went with Vale, the representative of the group Testicom, to meet all of the other volunteers and I was so excited to receive a symbolic gift (a quatrain of Petrarca, representative for my experience that has just began) from the volunteers of the earlier period. Later that evening, we were invited (me and Bea) to a concert in a cosy bar, where we enjoyed the lively atmosphere of Milano and the great voice of Bianca, a milanese singer. Petrarca quote

Hope you enjoyed reading a part of my “diary to be”, that describes my first week of EVS in Milano. I would be happy to get any feedback from you and I promise I will keep you updated! I can’t wait for the next days to come!

(Romanian EVS in Milano, Iuliana P.)

Novità da Vâlcea e dintorni

Eccoci con alcuni aggiornamenti dall’ultima settimana!

In base all’andamento del primo mese, abbiamo revisionato il nostro programma, cambiando un po’ i nostri turni e introducendo nuove attività.

D’ora in poi ogni martedì sera ci fermeremo nel centro di Ocnele Mari dopo che gli altri bambini del centro diurno sono andati a casa per passare un po’ più di tempo con le ragazze e i ragazzi ospitati nella Casa del Sorriso. Per il nostro primo incontro, abbiamo deciso di guardare un film e cenare insieme per iniziare a conoscerci meglio, ma non vediamo l’ora di fare attività più specifiche anche con loro – da attività di gruppo, a tematiche di educazione all’affettività – man mano che il nostro rapporto si consolida nel corso delle settimane.

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Sia a Ocnele che a Copacelu abbiamo iniziato le attività in preparazione di Crăciun (Natale in Rumeno). Ogni anno IpI organizza infatti uno spettacolo di Natale a cui prendono parte i copii delle Case del Sorriso. Quest’anno, i bambini del centrul de zi di Ocnele Mari prepareranno uno spettacolo contenente scenette e canzoni tradizionali con l’aiuto delle educatrici Katy e Cristina, ma impareranno anche qualche canzone italiana ed inglese tipica delle festività. Abbiamo iniziato le attività di canto nel corso degli ultimi incontri, rimanendo piacevolmente stupiti dalla velocità con cui le bambine e i bambini hanno imparato i versi in italiano e si sono lanciati nel canto! Con i piccoletti di Copacelu invece cominceremo questa settimana balli e canti sia in italiano che in inglese, mentre in entrambi i centri ci sarà un pienone di lavoretti con fiocchi di neve, renne, Mos Crăciun e così via.

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A prendere parte alla recita natalizia saranno anche le otto ragazze e due ragazzi degli appartamenti sociali. Lunedì scorso abbiamo iniziato con loro una serie di incontri per mettere in scena insieme uno spettacolo teatrale originale e divertente. Nonostante siano tutti più o meno impegnati per via del liceo, siamo davvero rimasti travolti dal loro entusiasimo, la loro voglia di partecipare e mettersi in gioco. In un paio d’ore, oltre ad esserci divertiti un sacco, sono emerse tantissime idee, facendo nascere una storia particolare ma positiva, composta dai personaggi più eterogenei, che contiene il contributo e gli interessi di ognuno.

Al di là del tema natalizio, in risposta a un problema di aggressività tra i bambini di Copacelu, abbiamo iniziato una serie di attività, svolte in collaborazione con le educatrici del centro, che hanno come tema la violenza tra pari e continueranno nelle prossime settimane. Nel primo incontro è stato introdotto e spiegato cos’è la violenza, nelle sue forme sia fisiche che verbali, rapportandolo all’esperienza di ogni giorno dei bambini. Come attività più pratica è stato proposto un “treno delle emozioni”, nel quale ogni bambino può segnare giorno per giorno come si sente, imparando a essere più consapevole di quello che prova ed accettarlo anche nei suoi lati più “negativi” – come la tristezza o la rabbia -, imparando però a reagirvi senza danneggiare chi gli sta intorno. In vista di quest’attività, il riconoscimento e la comprensione delle emozioni proprie ed altrui era stato affrontato anche nei giorni precedenti attraverso canzoni, giochi, “mimo” e disegni. Ecco qua alcune delle opere d’arte emerse pensando alla felicità:

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Per chiudere la settimana in bellezza siamo scappati da Vâlcea per andare a esplorare la capitale, Bucuresti! Fin dal nostro arrivo, le differenze con Vâlcea sono state evidenti: la quantità di persone per strada, l’architettura, i locali, il modo di vestire, la conoscenza dell’inglese, i prezzi (da quel punto di vista va meglio a noi!)… ci sembrava quasi di essere finiti in un altro Paese. Insieme ad altri volontari SVE “locali”, abbiamo esplorato la città sia prendendo parte a un “walking tour” per scoprire i luoghi principali collegati alla storia di Bucarest dal medioevo agli ultimi decenni, sia “visitando” alcuni locali della città.

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