Sapore di sale, sapore di Ocnele

Due sabati fa abbiamo fatto una piccola escursione alla Salina di Ocnele Mari con i copii di Copacelu, i ragazzi e le ragazze di Ocnele Mari e le educatrici.

Dopo i primi disguidi con i frequentissimi autobus del week-end, abbiamo raggiunto l’ingresso della Salina dove abbiamo trovato un gruppetto di bimbi agitatissimi. Fin da subito, i piccoli hanno fatto mille domande guardandosi intorno con gli occhi spalancati, affascinati anche dal trenino all’esterno della Salina e dal brevissimo tragitto in bus in una galleria per arrivare all’interno.

IMG_20150117_114928

Entrati, ci siamo ritrovati in una galleria ampia e decorata da lucine. Avanzando, ci siamo imbattuti in una serie di svaghi e iniziative all’interno: da un piccolo cinema ad una chiesetta, da campi sportivi ad un bar, parchi giochi nei quali i bambini hanno giocato col sale come fosse stata sabbia ed aree per rilassarsi dove i più grandicelli ne hanno approfittato per farsi qualche foto… il tutto con il sapore di sale sulle labbra! Tanto che uno dei bambini ad un certo punto ci ha chiesto supplicante se poteva leccare le pareti.

Sono state solo un paio d’ore, ma siamo stati contenti di condividere questa uscita così “avventurosa” per i bambini… e non vediamo l’ora di farne altre.

1451557_10205802667212072_1030795141258540196_n

Questa settimana continuiamo con le attività che abbiamo ripreso da Gennaio, con qualche novità rispetto ai mesi precedenti. Al centro di Copacelu continuiamo con inglese, attività espressive e motorie (attraverso lingua dei segni e teatro), un percorso contro la violenza insieme alle educatrici. A Ocnele Mari invece abbiamo cominciato a fare attività regolarmente presso la scuola del paese, dopo la fine delle lezioni, coinvolgendo così sia bambini del centro che della comunità in tre pomeriggi di giochi ed apprendimento non formale, con un percorso di teatro, uno di educazione interculturale e uno di lingua dei segni.Tra le altre novità ci stiamo facendo conoscere anche al di fuori di IpI anche in città, a Ramnicu Valcea, facendo assistenza presso una gradinita (scuola materna) e tenendo un corso di italiano per adulti presso la biblioteca.

Settimana prossima è vacanza nelle scuole romene e noi ne approfitteremo per andare ad esplorare di più la Romania. Pa!

IMG_20150117_132412Keep on reading for the English version!

Continua a leggere

Să mergem la Bradet!

Quest’inverno sette volontari italiani sono partiti per la Romania per passare le feste coi bambini d’istituto. Ad aspettarli sul posto per partecipare alla missione, altri due volontari romeni di Inima Pentru Inima e uno di noi volontari sve.

Dal 26 dicembre al 5 gennaio questi dieci ragazzi e ragazze hanno giocato e organizzato attività con gli ospiti della struttura che altrimenti avrebbero passato le feste da soli.

Non è stata una missione facile: le temperature toccavano i -20, la neve si alzava ogni giorno di qualche centimetro e come spazio di gioco per circa 60 ragazzi c’era solo una piccola palestra, ma il gruppo si è fatto forza a vicenda e ha superato queste ed altre avversità. Ogni giorno c’era qualche nuovo ostacolo, qualche pensiero da sbrogliare insieme, ma ad affiancarlo c’erano anche motivi per cui sorridere e divertirsi.

Come in ogni campo invernale a partecipare erano solo volontari con altre esperienze simili alle spalle eppure, per quante missioni avessero fatto, per ognuno di loro è stato un nuovo bagaglio di esperienze, di approcci, una nuova occasione di crescita e una serie di nuovi momenti unici da ricordare.

Ecco le impressioni di Andrea, volontario italiano:

“Bianco. Se devo collegare un colore a questa esperienza direi bianco. È strano perché, di solito, se penso alla Romania penso a tantissimi colori… invece qui mi viene da dire bianco. Sarà un po’ per la neve che ci ha accompagnato in tutti questi giorni. Un po’ per i ragazzi… mah!!

Non so essere ancora razionale su quello che ho vissuto… a distanza di giorni continuo a ripensare a loro, alle attività che gli abbiamo proposto, al loro modo di essere unici. L’unicità è quella che ha caratterizzato di più ragazzi. A Bradet, più che negli altri posti, sono davvero unici l’uno dall’altro… diversi tra loro in maniera incredibile… eppure credo di aver sfiorato momenti di euforia personale proprio quando li vedevo tra loro,così diversi l’uno dall’altro, parlare, collaborare, volersi anche un po’ di bene.”

Keep on reading for the English version!


This winter, seven Italian volunteers went to Romania to spend the holydays with children from an institute. Waiting for them to take part in the mission, two other Romanian volunteers from Inima pentru Inima and one of us EVS volunteers.

From the 26th of December to the 5th of January, these ten boys and girls have played and organised activities with the kids who otherwise would have spent the holidays by themselves.

It wasn’t an easy mission: temperatures peaked down to -20°, the snow got some centimetres higher every from one day to the other, and we only had a small gym to play with sixty children, but the group stuck together and overcame these and other difficulties. Everyday there was a new challenge or some issue to sort out together, but at the same time there were many reasons to smile and have fun.

Like every winter camp, only volunteers with a background of similar experiences took part. Nevertheless, in spite of all the missions they could have done, for each one of them this has been a new baggage of experiences, of approaches, a new chance to grow, and a series of new unique moments to remember.

Here, the impressions of Andrea, Italian volunteer:

“White. If I had to connect a colour to this experience I would say white. It’s weird because usually when I think about Romania I think of a lot of colours… while this time white comes to my mind. Maybe it’s for the snow which accompanied us every day. Maybe it’s for the kids… mah!!

I can’t be rational about what I have experienced yet… even after some days I keep on thinking about them, about the activities we’ve proposed, about their being unique. Uniqueness is what characterised these kids the most. In Bradet, more than in other places, they really are unique, one another… different from each other in a stunning way… nevertheless I think I almost reached moments of personal euphoria right in the moments when I saw them together, so different one another, but yet talking, collaborating, even caring for each other a little bit.”