Some updates

The lockdown finally came down to an end in May and the volunteering activities restarted. Of course it was done with a lot of precautions which continue to be used also today.

At the end of May we had one week in which we prepared packages with products of utmost importance for families in need.

Then in June the school center reopened and we continued doing homework, playing games and having different kind of basic courses (such as rap, serigraphy, DJ-ing, sports and others). In July it was pretty much the same but we also did a day trip to the Como lake.

In July I also did the on-arrival training online. I wouldn’t really call it “on-arrival” since it happened 6 months after the start of my volunteering. Also being online definitely took away from the experience but the people who were in charge of the training made sure that it was an overall pleasant experience.

In August Centro per Giovani was closed but we had the chance to help in the office. And at the end of August we did a 4 day trip visiting San Remo, Monaco, Nizza and Aosta.

In September there was a visit to the Milano aquarium with the kids. They also got to do some entertaining activities such canoeing and playing laser tag.

These are the most notable events for the past few months. I hope there will be some more in the next 2 months left from my ESC volunteering.

Lyubo

Hello, I am Maka from Georgia. Volunteer Association Bir .Frankly, it was very difficult time during Lock Down. My life style has changed since Lock Down. Following the new rules, I worked during the summer school at the Barrio’s. We had several activities during the day. Such as sports, music, art therapy and homework preparation. .It was very intresting to me comunication and patrticipation in activities with the children. In September I had same activities in,,centro per giovani”and I can say ,that all centers in Italy are focused on proper development for children. Thanks to BIR for the new opportunity and experience.

I mille volti di Bucarest

Dal mio primo e ultimo post, è passato un po’ di tempo. In questi mesi, sono entrata sempre più in Carusel e nel suo operato. Nello specifico, oltre a preparare pacchi alimentari, sono stata aggiunta anche all’attività della loro relativa distribuzione su strada o porta a porta. Carusel ha la sua rete di contatti e di famiglie bisognose e ogni mercoledì pomeriggio/notte andiamo a portar loro questi pacchi. In più, sono recentemente reduce da un campo estivo in montagna coi bambini beneficiari del Centro di Obor. E’ in queste occasioni che ho iniziato a conoscere la città e ho incontrato numerosi soggetti umani ed estratto alcune riflessioni.

 

Bucarest è affascinante. I suoi viali infiniti, a 3 corsie per ogni senso di marcia in pieno centro città, la fanno sembrare enorme. Ai lati delle strade si alternano bloc d’ispirazione sovietica, catapecchie fatiscenti e palazzi antichi.

Ricordo una sera, quando siamo stati invitati a una breve cena a casa di una partner di Carusel per parlare di una potenziale nuova sponsorship. Arriviamo davanti al suo palazzo, un palazzo ben tenuto, ma davanti ve n’era un altro fatiscente, interamente occupato da numerose famiglie, alcune delle quali beneficiarie di Carusel stesso. O ancora, in zona Pantelimon, c’è una chiesa che svetta tra bloc grigi e brutali. Ricco e povero, stucchi eleganti e case prossime alla polvere (e spesso queste due cose vanno di pari passo) si mischiano in questo gioco di contrasti ancora e ancora.

 

Bucarest è densa e rumorosa. Ci sono macchine ovunque, nelle strade strette così, sui marciapiedi, agli infiniti semafori rossi. La prima volta che vidi Ana (la coordinatrice del Centro Obor) mi chiese se avessi notato quanto l’aria fosse pesante. Risposi di no perché era effettivamente così, ma a distanza di tempo, forse è davvero come dice lei. Le macchine sono ostacoli non solo per il tuo tempo, ma anche per la vista. Non le sopporto, veramente. Ma capisco anche che in una città non ottimamente collegata o con i mezzi datati e non affidabili, la macchina è la soluzione più efficace. Come a Roma, ad esempio.

 

Bucarest offre riparo. Ogni mercoledì all’Horoscop*, sul marciapiede, c’è una quantità di gente impressionante, principalmente senzatetto, prostitute o persone con dipendenze da alcol o droga in attesa di Carusel. Quando vedono arrivare i furgoni dell’Associazione, molti iniziano a sbracciarsi e quando scende Marian da uno di essi, tutti iniziano a salutarlo calorosamente, a chiedergli come sta, se ha novità e così via. Una volta ricevuto il loro pacchetto alimentare, si volatilizzano e quel marciapiede che era così sovraffollato, poco dopo non lo è più. Alcuni di loro li immagino al riparo in qualche edificio, mentre mangiano i sandwich senza troppo trasporto, quasi meccanicamente, apatici nelle loro vite interrotte.

 

Bucarest ha potenzialità umane inespresse. Questa è una consapevolezza di cui ho preso atto dopo la fine della tabara in montagna coi bambini beneficiari del Centro di Obor. Se da una parte la città pulsa di vita, grazie all’energia di giovani, studenti, artisti… dall’altra è impietosa con le fasce sociali più deboli.

Tra i bambini del Centro, c’è A., un ragazzo di 12 anni con un palese talento per la musica e l’arte in molte delle sue sfumature. Eppure, vedendolo suonare, ogni volta non ho fatto altro che chiedermi “che fine farà? Avrà mai l’occasione di vivere delle sue abilità?”. Mi turba il futuro che avrà o le conseguenze di quello che non potrà avere. O ancora, M.. M. è un vulcano di buona volontà, innocenza e di energia. M. vive a Ferentari*, anzi è nato e cresciuto lì e, a quanto ne so, raramente ne è uscito e non è mai stato fuori Bucarest. In macchina, mentre eravamo in autostrada, chiedeva se quella circostante fosse la campagna e quando siamo arrivati in montagna, credeva che fossimo ancora a Bucarest, ma in un altro quartiere. Quando mi ha chiesto dove vivessi, gli ho risposto “al settore 2, vicino al parco Tei, quello grande, hai presente?”, lui ha replicato che non aveva minimamente idea dove fosse. L’inconsapevolezza geografica di questo bambino mi ha lasciato pensare molto. Innanzitutto, perché non credevo fosse possibile una cosa simile, e in secondo luogo perché realizzi quanto possano essere mentalmente e culturalmente segreganti alcuni contesti. Lui, così piccolo, non ha minimante coscienza di ciò e vive sempre con grande entusiasmo le sue giornate.

Questi sono alcune delle idee più dettagliate che ho nei loro riguardi, ma in generale, mi sento di dire che sono bambini molto curiosi e vivaci che però non sanno come esprimersi o soddisfarsi. Non so se ciò dipende dal complicato contesto familiare alle loro spalle o dal sistema scolastico o da entrambi. Probabilmente riuscirò a capirlo meglio quando riaprirà Obor (si vocifera che a settembre riapriranno le scuole, quindi teoricamente anche il centro per minori).

 

In questa città, all’ombra di un bloc o su un marciapiede intasato da una BMW, si alternano le esistenze di individui spezzati senza possibilità di redenzione e vite in divenire dal futuro incerto.

 

*è un punto molto centrale a Bucarest dove Carusel da anni opera fisso ogni mercoledì dalle 21 alle 22.30/23 e dove vengono tantissime persone per prendere siringhe pulite, coperte, farmaci, preservativi, cibo o tea caldo

 

*quartiere poverissimo di Bucarest

 

Chiara P. – volontaria a Bucarest

Ho finito. Vi ringrazio!

Ciao! Sono Adriana e ho finito il progetto europeo ESC fatto con BIR, la settimana scorsa.

Sono partita da Italia da una settimana adesso. Mi manca. Perché quando sei in un posto, vuoi andare in un’altro, e quando sei in quel posto desiderato vuoi ancora ritornare. Forse, la nostra casa è dove ci sono anche le persone che ami. Io ho queste persone in Romania, ma adesso anche in Italia.

Questo anno è stato un anno molto sfortunato, però sono felice che siamo tutti in salute . Nonostante che siamo stati in casa più di 3 mesi (Covid – 19), è stata una bella esperienza per me, essere in Milano, per fare volontariato con BiR. Il mio progetto preferito è quello che lo facciamo nei mercati. Ho conosciuto anche molte persone da Romania e ho capito meglio come è la vita di le persone rumene in Italia.

Mi ho piaciuto anche la vita in casa con tutti i altri volontari. Adesso sono abituata di avere molte persone nella casa, persone molto diverse, tutti sono speciali in un modo unico. Non ho molte cose da dire, solo che sono davvero contenta che ho fatto questo progetto e che ho conosciuto persone con un bell cuore.

Îmbrățisări din România!

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The thoughts of a Moldavian volunteer in Italy

Ciao, sono Radu and I’m 19 years old. I’m an ESC volunteer  from Moldova in Milan, working here for almost 8 months for Associazione BIR (Bambini in Romania).
It’s the first time since I arrived when I’m writing something on this Blog. As I arrived in Milan everything started very fast, I got involved in all the activities really fast I really enjoyed it.

Italy is an amazing country with amazing people, traditions and of course  food. Speaking about what did this experience changed in my life, well a lot. I changed the way I’m seeing a lot of things, I saw a new culture full of surprises, I learned a new language (at least I think I did), I did and I’m still doing what I wanted to do, volunteering, but the most important thing that I took for now from this experience are people, guys from different parts of Europe, from different cultures as (Turkey, Romania, Georgia, Bulgaria, Spain, France, Poland etc.) even from Italy. That’s what makes  this ESC experience so memorable, people with whom you spend your  time in this project. Now 2 of the volunteers with whom I was living with, finished their project and I finally understood how tough it may be when you finish this kind of project and you have to break up with someone that you started to really care about.

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Of course I can’t say that I lived for now this experience on the maximum all because of the COVID-19 Pandemic. Speaking about that, I spent all the quarantine time in Milan (almost 4 months) and I can say how is it to be an international volunteer  far away from home during  this difficult time. It’s though because everything is different, far away from your home town, from your family, friends, but still it wasn’t as bad as some of you may think, I mean waking  up usually at 12:00 P.M – 01:00 P.M, spending the whole day reading, watching Netflix, eating a lot and sometimes playing video games is not actually as bad but still even with all of those stuffs you feel  that you’re locked, you can leave only for grocery and that’s it, the most difficult part during this lockdown was the feeling  that all of this will not finish soon and you’ll have to stay locked in the house for a bit more time, that’s the difficult part, the Psychological part, I’m  that kind of person who always wants to do something, to work with someone (like kids, old people etc.), during this lockdown I understood how animals from Zoo feel.

Now while I’m writing this the quarantine  finished and we started some of the activities (of course with all the measures of protection), Italy is already in the green zone with less cases of infection, I’m happy because it’s summer, finally I can travel a bit through Italy. Now I came back in Moldova after 6 months for 3 weeks but I can’t really enjoy it because in Moldova COVID situation it’s still not the best one. I’m thinking about my project, there are almost 8 months since I arrived in Italy and it felt like 2 weeks, time passed so fast, but that’s what happens when you enjoy the things you do, I know that I have 3 more months of this project and I’m starting to prepare myself for when I leave, and what I learned so far in 8 months is that you have to give yourself new challenges every day, week, month, year otherwise  you’ll never enjoy what you’re doing.

Carantina in Bucuresti

Nella vita mi sarei aspettata di tutto: di rinnegare l’amore per le lasagne, di votare qualche sovranista, di iniziare ad ascoltare Gigi D’Alessio o a credere alle fake news che mi gira mia madre su WhatsApp… ma mai, mai, avrei immaginato di vivere una pandemia mondiale!

Il mio servizio a Bucarest con l’organizzazione Carusel è iniziato il 4 marzo e da allora si sono conseguiti una serie di sfortunati eventi: il 9 marzo il Governo predispone la chiusura delle scuole e dei centri di aggregazione e ricreativi e conseguentemente anche quello in cui avrei dovuto lavorare io, il centro per minori di Obor. Al tempo stesso, comincia anche la mia quarantena di 14 giorni. Finiti questi, scatta il lockdown. Sembra una barzelletta, ma non lo è. Tra una puntata di una qualche serie tv e l’altra, un corso online e una videochiamata, si svolgono lente le mie giornate.

Tuttavia, ieri ho fortunatamente avuto la possibilità di fuggire di casa per qualche ora per recarmi negli uffici di Carusel per preparare il necessario per le attività di soccorso e supporto a persone con minori opportunità di Bucarest, una delle poche che l’associazione può ancora fare. Sostanzialmente, i volontari preparano dei pacchi all’interno delle quali vengono messi sandwich, pasta, biscotti, condimenti, prodotti per l’igiene personale… insomma, ciò che può essere utile a famiglie svantaggiate e senzatetto per tirare avanti per un po’. Ciò che mi ha colpito è che vengono create dei pacchi specifici con alimenti “pronti all’uso” per coloro che non dispongono neanche di un fornello da campeggio per cucinare. Obiettivamente, è un fatto prevedibile che vi siano persone sfornite anche di utensili simili, ma prenderne coscienza è un’altra questione. Lo sai, ma non lo sai davvero finchè non lo vedi. E’ reale. Preparati i pacchetti, vengono poi caricati sul furgone di Carusel e distribuiti dagli operatori addetti nelle strade di Bucarest durante la notte. Ho chiesto come funzionasse un po’ più concretamente la distribuzione. Mi è stato risposto che tante volte si creano proprio delle reti sociali tra individui, questi cioè segnalano a Carusel persone che possono aver bisogno e dove sono. In generale, gli operatori conoscono bene le strade dove possono trovare chi ha necessità e spaziano dal centro alle aree più periferiche.

Oggi sono di nuovo a casa. Intanto che attendo il prossimo incontro per la preparazione dei pacchi alimentari, mi godo il bel panorama dal balcone del mio appartamento con un caffè in mano. Noroc*!

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* “cin cin” in romeno

Chiara P. – volontaria a Bucarest

Pensieri in quarantena

 

We are not in the best situation, we have to face the truth. Probably now I miss my country the most. That does not mean that things are better home, but the feeling of being in an unpleasant situation at home and the feeling of being in an unpleasant situation in a different country, in a place which does not bring you so much comfort, it’s different. Therefore, the places counts.

Although, I knew how much pleasure reading can bring me, in this times I really appreciate the existence of the books and the power that they have. No matter how awful is the reality, with a little help from a story you can travel anywhere you want. So, let’s travel.

 

Today I want to go in the past, because the future I don’t know it yet and the present is disappointing. I want to remember every time I was happy, every time I was surprised, the people that I used to have in my life, the things that didn’t go exactly as planned, the times when I cried.

I was really happy when I bought my dog, sadly I bought him and not adopt him but it was a family problem with adoption because my father said if we get a dog it has to be beautiful, small etc. He accepted the idea of getting a dog with strict rules so I have to respect them.

Except these moral and ethical issues, I was extremely happy when I first saw him. He was so small, too small to be separated from his mother but this is another issue when the “provider” wants just the money. I named him Gălușcă which is something to eat, it can be sweet but also salty, and the shape is round, so was perfect. I really miss having a dog, they are like kids, but furry.

I was surprised many times, because I don’t like to create expectations. I was surprised when I found out that I like to work in a kindergarten. I use to work especially with the ones that were 5 years old. They were so clever so happy all the time, with such a beautiful imagination, and so honest. Sometimes maybe to honest. I didn’t like to be bossy with them, I was their big friend, we were always joking and laughing.

The people are the most important part, I miss my friends, maybe because I don’t have many. I still talk to them every day, thanks to the technology but I miss seeing them. We are not too serious when we are together, they can be even though sometimes I try. They are really special for me, because I can’t say a believe in this word: friendship. But I am sure that they are something for me, it is not the name that is important but the feeling.

The things that didn’t go exactly how I planned are in fact not important at all. So what? I learned from every mistake that I have made. Without the things that didn’t go exactly how I planned I wouldn’t be the same person that I am today.

Unfortunately, the times when I cried were many. Some of them were really important for the person that I am today, some of them were really childish and probably didn’t make any sense. I cried when my parents separated even though I wasn’t a baby anymore. I cried for their sadness, I cried because I was in the middle and I cried because they didn’t make this earlier. I also cried from happiness, I cried at movies, few when I was younger but now I cry at almost every movie.

I embraced all the feelings that I have felt in my life till now, and I look forward for the ones that will come.

 

Adriana, ESC volunteer

My name is Lyubo and I come from Bulgaria

I am one of the five international volunteers at Association BIR in Milan, Italy. It’s been a little over two months since I became a long-term ESC volunteer. I live together with the four other volunteers in a cosy apartment located close to the BIR headquarters.

The organisation has many activities which provides an opportunity to choose those that are best suited to one’s abilities. I am involved in two after school projects, one project with senior citizens, two projects related to food distribution to impoverished people as well as one project in which children create positive atmosphere during basketball games. Right now all these projects are temporarily suspended due to the ongoing coronavirus outbreak that has put Italy into a lockdown which is going to continue at least until 3 April. That is why we are currently working from home. We all hope that situation will improve in the upcoming weeks so we could resume our regular activities.

Despite these difficult times I still look at the experience as a positive one so far. First of all, because I enjoy the projects and secondly, because the people from BIR have been very accommodating and supportive and they make sure that the international volunteers feel comfortable during their stay in Milan. I am passionate about the Italian language and the Italian culture and I already speak some Italian. I hope that I will be fluent in it by the time my volunteering finishes. I still haven’t managed to explore the city of Milan a lot because right now it is recommended to stay at home in order to help containing the spread of the virus. I did see some football games at the iconic San Siro stadium in January though and I am grateful to BIR because they arranged the tickets for me.

Also we had a weekend trip to Como where we had a training (which took place in a church) on relations. We met people from different parts of Italy and it was a nice bonding experience. I am looking forward to the next such meeting so I can get more involved with the Italian culture. There should have been another meeting like this last week but it was cancelled because of the aforementioned circumstances. 

Overall I am grateful to BIR for the support during my first months here. I am content with the activities and the organisation as a whole and I am looking forward to the rest of my experience as a volunteer.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Thoughts

Ciao tutti Tair here, 23 years old voluntario da BIR from Romania, usually wearing pants, ready to share some thoughts. Milan is really beautiful city but maybe because of the proximity side is not having a big difference between the sides of the city’s from my country so I can say that I feel like home.

We moved recently from our apartment to another one, this is bigger and here we can all live and vibe together, learning things from each other.

Today I did for the first time the activity of banco alimentare, I can say that I really enjoyed, the dynamic of the group it was really pleasurable and compact, we get in contact with so many interesting people and I’m happy that we had the occasion to help them. This activity is happening once upon a month but I wished to happen more then that.

La mia esperienza

Ciao, sono Maka dalla Georgia . Adesso sono in Italia a Milano e sono una volontaria in associazione BIR.

Direi che il primo giorno è stato emozionante, tutto nuovo, l’ambiente , le persone , tante culture messe insieme. Non è facile, ma lo stesso tempo è molto interessante e accogliente. In una settimana abiamo visto le cose da fare e mi piacciono le attività che abbiamo, e penso che sarà più interessante in avanti.
Dopo una settimana che ho vissuto a Milano, sono andata per una formazione a Roma , dove ci siamo incontrati  con i ragazzi provenienti diversi paesi, che in questo momento vivono in tuta l’Italia. Abbiamo condiviso le nostre esperienze .
Sono molto grata , erano le persone meravigliose!
Adesso con queste fotografie provo far veder come ci siamo divertiti un giorno a Roma 🙂

Vorrei far vedere e sentire a tutti che questa la nuova vita e opportunità.  Vi ringrazio per tutto.